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Per cominciare la seduta da uno spazio di presenza, l'operatore si
collega con la propria respirazione primaria (RP) e si assesta in sé.
Il cliente è invitato a contattare le proprie sensazioni legate allo stato di risorsa.
Il contatto fisico attraverso le mani è ben negoziato e di grande rispetto, il tocco è delicato e leggero.
Tramite il contatto "di ascolto", l'operatore permette al sistema respiratorio primario di assestarsi e unificarsi.
L'ascolto avviene aprendo un campo di percezione ampio, premettendo
alle informazioni espresse dal sistema del
cliente di venirci incontro.
Queste informazioni guidano l'operatore nel percorso di trattamento per supportare lo spontaneo processo di guarigione.
La cooperazione con le forze inerenti al sistema sviluppa un piano di
trattamento intrinseco individuale, unico per ogni seduta.
L'organismo tende sempre verso un equilibrio dinamico, grazie alla propria innata capacità di autoregolazione.
L'operatore è un alleato dei processi di autoregolazione e utilizza i
principi più appropriati della biodinamica craniosacrale momento per
momento.
Nelle sedute di biodinamica craniosacrale, l'operatore si sincronizza
con l'intelligenza intrinseca del sistema del cliente, mantenendo una
presenza neutrale, radicata e unitaria.
Stabilisce
uno spazio di orientamento verso i principi organizzatori del corpo.
Questo stato di presenza rende possibile l'osservazione e
l'esplorazione dei processi interiori da parte del cliente e il
ripristino dell'equilibrio naturale dell'organismo.
L'approccio biodinamico ristabilisce la relazione dell'individuo con le proprie forze di salute.
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"Esiste un modo di muoversi in questo mondo, senza l'aiuto delle sicurezze.
Cerca il cammino,
con la mente aperta"
Lao Tzu
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